Cybersecurity: tra epidemie ransomware e gestione cambiamento

15 Nov 2017 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

A ottobre, s’è celebrato il Mese europeo della Sicurezza informatica. L’Ecsm è una campagna di comunicazione dell’Ue per aumentare la consapevolezza delle minacce cyber sempre più frequenti, aggressive e lanciate su scala mondiale e promuovere la conoscenza  dei rimedi più efficaci per arginarle e dei sistemi di protezione più aggiornati. E’ realizzata in tandem da Enisa (Agenzia dell’Ue per la sicurezza delle reti e dell’informazione) e DG Connect della Commissione europea, con altri partner.

Un esempio di minaccia è WannaCry, il ransomware che ha colpito 300.000 obiettivi in oltre 150 Stati, chiudendo i file dei pc attraverso un algoritmo criptato e imponendo un pagamento in bitcoin per sbloccare i computer.

Dalla primavera scorsa, Europol assiste i Paesi colpiti da attacchi informatici su scala globale, affiancando, con indagini internazionali, gli organismi simili dei Paesi colpiti. “L’attacco di #Ransomware è a livelli senza precedenti e richiede un’indagine internazionale”,  ha twittato Europol, dopo Wannacry.

Il rapporto di Europol “Valutazione delle minacce del crimine informatico organizzato” indica che nel 2017 gli attacchi via ransomware sono stati più numerosi e di gravità maggiore rispetto agli altri cybercrimini: una vera e propria epidemia.

Il carattere epidemico delle minacce informatiche e la loro immediata diffusione fanno sì che istituzioni, aziende, centri di ricerca sentano l’esigenza d’una forte collaborazione. E’ quanto emerge dalla CyberTech Europe 2017 di Roma, evento mondiale sulla sicurezza informatica e le “soluzioni ai cybercrimini”; ed è il risultato del G7 di Torino dedicato all’industria 4.0, alla tecnologia informatica e alle forme di comunicazione; ed è pure il messaggio del rapporto Ocse ‘La Nuova Rivoluzione industriale: implicazioni per i Governi e per le imprese’.

A Torino, i ministri dei Sette Grandi hanno affrontato questioni della comunicazione digitale, delle opportunità del futuro digitale e dell’intelligenza artificiale e ancora della cyber sicurezza: problematiche legate agli standard dell’era digitale e alla Next Production Revolution.

A margine del G7 c’è stata la ‘Innovation Week’: una sei giorni in cui sono stati affrontati temi legati a industria, lavoro, scienza, con tutte le sfide che il progresso impone, ed a come “governare il cambiamento. Guardiamo lontano – dicono i ministri nelle loro conclusioni – “per utilizzare le nuove tecnologie per una crescita sostenibile, un aumento della produttività e il miglioramento degli standard di vita”. La cooperazione tra governi, organi tecnico-operativi e imprese consente d’aumentare le possibilità di prevenire e rispondere alle minacce informatiche. Il futuro sarà dei Paesi che adotteranno politiche strategiche d’ampio raggio, orientate al futuro, in cui le istituzioni adempiono i propri compiti e i cittadini sono ben formati e informati, con competenze e capacità tecnologiche idonee.

Anna Marzia Del Porto