Bulgaria che vieni, Estonia che vai

18 Gen 2018 - Dal blog Peanuts di Gabriele Rosana

Dal Paese che ha fatto della residenza digitale il suo marchio di fabbrica a quello con la connessione Internet più veloce del Vecchio Continente. Il passaggio di testimone della presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea fra Estonia e Bulgaria è avvenuto come di consueto di fronte al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo.

In realtà, l’Estonia – ultima debuttante dell’allargamento del 2004 – avrebbe dovuto esercitare la presidenza di turno in felice coincidenza con il centenario dell’indipendenza, quest’anno; ma la Brexit s’è messa di traverso rovinando i piani dei baltici e costringendoli a subentrare in fretta e furia in quello che altrimenti sarebbe stato il semestre del Regno Unito. Per Tallinn, adesso, le speranze di riaccendere i riflettori sulla vivacità creativa e sull’attivismo geopolitico del proprio Paese si concentrano sulla (prima) corsa per un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu nel 2020/21.

Proprio alle Nazioni Unite si erano, invece, infranti i sogni di gloria della Bulgaria, che poco più di un anno fa schierava la candidatura più credibile – in termini di equilibrio di genere e alternanza regionale – per la segreteria generale, con la numero uno dell’Unesco Irina Bokova, tallonata dall’allora vice-presidente della Commissione europea Kristalina Georgieva: fra le due litiganti di Sofia, a prevalere fu il portoghese António Guterres.

La Bulgaria rivede adesso le luci della ribalta, perlomeno europea: con la sua presidenza, il primo dei due Paesi che aderirono nel 2007 assume la guida dell’Ue (la Romania farà da capoclasse tra un anno, quando le toccherà officiare l’addio di Londra – il 29 marzo – e rilanciare la costruzione europea, con un Vertice a Sibiu – non per nulla la città del presidente della Repubblica Klaus Iohannis, osservano i malpensanti -).

L’agenda di estoni e bulgari è piuttosto coerente e – anche per merito della concertazione degli obiettivi politici in seno alle trojke di presidenza – continua a porre l’accento sulla realizzazione dell’Unione digitale (complice, forse, anche il fatto che la commissaria all’Economia digitale sia la bulgara Mariya Gabriel, 38 anni). Fra i dossier sul tavolo – mentre entra in vigore il nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali -, la proposta di direttiva sull’e-privacy.

Massima enfasi è posta sull’integrazione dei Balcani nell’Ue, per il cui rilancio la geografia e i legami storico-culturali di Sofia con il blocco che aspetta (im)paziente alle porte dell’Ue possono fare da propulsore. Ma, come ha messo in luce il dibattito di Strasburgo, è anche alla situazione interna al Paese che l’opinione pubblica europea guarderà nei prossimi sei mesi. Non poco, per il fanalino di coda dell’Ue negli indici sulla corruzione.