– 11, dibattito 2 e fine, Trump e Biden calmi e divisi

23 Ott 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Non si sono parlati addosso, come avevano fatto nel primo dibattito, ma hanno dato l’impressione di fare spesso fatica ad articolare il loro discorso per i due minuti a disposizione, come se non fossero preparati ad avere tanto spazio per presentare le loro idee. Joe Biden è stato più efficace nella prima parte e nell’appello finale: “Sarò un presidente americano, vi darò speranza e non paura, vi darò scienza e non superstizione”. Trump ha insistito sul bilancio positivo della sua presidenza: “Nessuno ha fatto meglio di me” è un suo mantra, ripetuto più volte anche stavolta su più fronti; e ha insistentemente chiesto a Biden; “Perché non hai fatto quello che ora prometti, quando eri il vice di Obama? Parli, parli e non fai niente…”.

Sul palco della Belmont University, a Nashville, la capitale del Tennessee e della musica country, Donald Trump e Joe Biden si sono affrontati nel loro secondo e ultimo dibattito televisivo, dopo che quello previsto la settimana scorsa era stato annullato, causa mancato accordo sul format virtuale. Le regole del confronto, moderato da Kristen Welker, corrispondente dalla Casa Bianca della Nbc, prevedevano microfoni spenti quando parla l’altro, il che ha consentito una discussione meno frammentata. Non ci sono state polemiche con la Welker, che Trump, alla vigilia, aveva accusato d’essere “faziosa”.

Il contesto più calmo e meno rissoso del duello a Cleveland il 29 settembre ha fatto emergere visioni profondamente diverse fra i due sulla pandemia, la sanità, l’immigrazione, il razzismo, l’ambiente, la sicurezza nazionale. “Il tenore del dibattito è stato ‘sedato’, ma il contrasto sostanziale e di visione è emerso in modo drammatico”, osserva a caldo il New York Times.

Trump ha avuto i passaggi più efficaci sulla creazione dei posti di lavoro e su Law & Order; Biden sul clima e la sanità. Trump è parso evasivo sulle tasse – come sempre – e sul problema dei minori migranti separati dai genitori e non ancora restituiti alle famiglie; Biden non s’è difeso con energia dalle accuse di corruzione e di avere ricevuto denaro dall’estero, limitandosi a dire “Non è vero”.

Anche all’inizio e alla fine del confronto, le differenze fra i due candidati sono emerse. Trump, che è stato contagiato dal coronavirus ed è stato ricoverato in ospedale, s’è presentato senza mascherina; Biden, finora sempre negativo ai controlli, l’aveva e l’ha pure mostrata più volte nella discussione. Melania e Jill, le due mogli, sono salite sul palco a sfida conclusa, ma Jill è corsa ad abbracciare Joe, mentre Melania, che non s’è ancora del tutto ripresa dal coronavirus, non ha avuto gesti d’affetto verso il marito.

Al confronto, i due candidati si sono presentati divisi da 7,9 punti nella media dei sondaggi tenuta da RealClearPolitics, 50,7 a 42,8%. Ma negli Stati in bilico cruciali il vantaggio si riduce a 4,1%, spesso nei margini d’errore dei rilevamenti.

Per molti elettori, il dibattito e i comizi non contano, però, più nulla: oltre 47 milioni di americani, cioè il 20% circa dei potenziali elettori e almeno un terzo di quelli che risulteranno essere i votanti, hanno già fatto, in anticipo, di persona o per posta, la loro scelta: un dato senza precedenti, effetto della pandemia.

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