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Unione Europea
L’Italia per un'Europa multipolare
Laura Garavini
24/02/2016

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Mai come adesso c'è bisogno di Europa. Di un'Europa che sappia superare gli steccati particolaristici dei singoli stati e riesca a mettere in campo una politica europea efficace, in grado di risolvere i grandi problemi internazionali che ci assillano.

Però mai come adesso l'Europa è fragile e sembra essere sul punto di implodere. C'è bisogno di un nuovo impulso per l'Europa per perfezionare quei processi di integrazione europea che aiutino ad uscire dalla crisi e a promuovere una nuova fase.

Italia, garante dei valori europei
Ed è una grande cosa che l’Italia, la nazione, che è stata la culla dell’Europa odierna, non resti in disparte, come è successo troppo a lungo nel recente passato, ma che al contrario, proprio in questa situazione complicata, si muova come una nazione di respiro internazionale, garante dei grandi valori europei. E al tempo stesso anche come una nazione moderna, sicura di sé, che stimola l’Europa a compiere i cambiamenti necessari.

Questo è possibile perché l’Italia, a soli due anni dall'insediamento del nostro Governo, si presenta oggi come una nazione che si sta rinnovando profondamente. Una nazione in grado di compiere grandi riforme che rendono il paese più solido, più forte e per questo più rispettato anche sul piano europeo.

Lo stato attuale dell'Unione Europea, Ue, fa vedere quanto ci sia bisogno di un cambio di passo. Il fatto che per anni, a Bruxelles, tutto sia ruotato intorno all'asse franco-tedesco non ha giovato all'Europa. C'è bisogno di un'Europa forte, multipolare.

L’Italia, da due anni a questa parte, si sta muovendo con un'energica azione di impulso, a tratti anche scuotendo l'Uea, pur di mettere in discussione automatismi che sembravano diventati irremovibili. E questo non solo e non tanto per sé, quanto piuttosto per la stessa Europa.

Oltre all’austerità
È notevole, ad esempio, che l'Italia sia riuscita a scardinare quello che per anni a Bruxelles è stato un dogma delle politiche economiche: il principio della stabilità basata esclusivamente sull'austerità. Grazie all'insistenza dell'Italia oggi finalmente l'Europa inizia a rendersi conto che quello della crescita non è un problema soltanto italiano. Il persistere di una insufficiente crescita è un problema europeo.

L'Intera Europa ha bisogno di un rilancio, prima di tutto economico. Il tema non è tanto l'austerità, quanto piuttosto se siamo in grado di prevedere un grande piano di investimenti che ci consenta di creare occupazione e di fare ripartire l'economia. Perché solo attraverso la crescita saremo in grado di garantire stabilità.

Ecco che l'Italia ha ragione a continuare ad insistere sulle richieste di flessibilità di bilancio, anche attraverso formule innovative. Non è un ottuso egoismo. È un modo per ribadire come ci prema rispettare le regole comuni poste da Bruxelles, ma al tempo stesso siamo impegnati a creare le condizioni per una ripresa economica.

Perché solo attraverso la crescita saremo in grado di garantire stabilità. Allo stesso modo è più che opportuno che l'Italia insista per il perfezionamento di una Unione economica e monetaria che includa anche un sistema europeo di garanzia sui depositi bancari.

Le sfide del 2016
ll 2016 è l'anno delle grandi sfide per l'Europa. L'Europa ha davanti due alternative: o affonda nelle beghe dei gretti egoismi nazionali, oppure promuove un nuovo inizio, per un migliore futuro insieme.

Ecco che è tranquillizzante sapere che dall'Italia sta venendo un contributo importante per ripartire insieme in Europa, per lavorare ad un'Europa più forte, un'Europa multipolare, un'Europa che sia comunità e non tecnicismo, un'Europa capace di affrontare le grandi sfide con cui ci troviamo ad essere confrontati.

Laura Garavini, parlamentare del Pd, eletta nella Circoscrizione Europa.
 
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