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Gran Bretagna
L’ispettore Cameron indaga sulla Fratellanza
Marco Di Donato
13/02/2016

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Visite in 12 paesi del Nord Africa e del Vicino Oriente per compilare 11 pagine dove sono riassunti i “principali risultati” del report dove i Fratelli Musulmani sono essenzialmente descritti come una compagine sociale e politica che non disdegna la violenza quando necessaria e che ha intrattenuto storiche relazioni con un’organizzazione terroristica del calibro di Hamas.

Non solo. La presenza della Fratellanza nel Regno Unito può essere letta come indice della progressiva estremizzazione della comunità musulmana locale.

I Fratelli Musulmani ed il (controverso) report britannico
Questi i risultati principali del rapporto presentato il 17 dicembre alla House of Commons, dai due autori: Sir John Jenkins (già ambasciatore per conto di Sua Maestà in Arabia saudita) e Charles Farr.

L’indagine condotta in meno di un anno pare giungere a conclusioni che dipingono i Fratelli Musulmani come un blocco di pensiero unico (pur evidenziando, laddove impossibile non farlo, alcuni distinguo) che nel corso degli anni ha assunto posizioni ambigue (per esempio riguardo l’11 Settembre) e che dal 2014 ha deliberatamente incitato alla violenza in Egitto.

Peraltro, afferma il rapporto, sembra che l’esperienza di governo (per quanto Mohammed Mursi sia rimasto in carica in Egitto solo un anno) non abbia apportato alcun cambiamento significativo nel modo di pensare e di agire di quello che è certamente uno dei movimenti islamisti più radicati, a diverso titolo, in Nord Africa e nel Vicino Oriente.

Per tutti questi motivi, gli “aspetti ideologici e la tattica della Fratellanza Musulmana, in questo paese così come all'estero, sono contrari ai nostri valori e sono contrari ai nostri interessi nazionali e nonché alla nostra sicurezza nazionale”.

Dopo aver letto il rapporto, il premier britannico David Cameron ha ribadito che nessuna misura restrittiva sarà intrapresa nei confronti dei Fratelli Musulmani. Eppure, dallo scorso dicembre, in molti si chiedono quale sarà il seguito pratico a questo studio che pare fornire una precisa indicazione politica.

Alle origini della presenza della Fratellanza in Gran Bretagna
Fra i vari aspetti indagati nel documento consegnato a Cameron c’è quello della presenza dei Fratelli Musulmani nel Regno Unito. Da vari altri studi, sappiamo che le radici dei Fratelli Musulmani in Gran Bretagna risalgono al 1997 grazie alla fondazione della Muslim Association of Britain, Mab. Secondo un articolo dell’Hudson Institute, la cellula londinese ha fin dal suo principio agito utilizzando una retorica anti-occidentale ed anti-semita, mostrando una chiara dedizione alla causa palestinese nonché ospitando alle proprie conferenze personaggi del calibro di Anwar al-Awlaki e Yussuf al-Qaradawi.

Ciò che però l’articolo più segnatamente sottolinea è che nella Fratellanza esistano una serie di correnti e posizioni che variano dal salafismo di matrice jihadista violenta ed armata sino a posizioni diametralmente opposte che considerano, ad esempio, assolutamente necessario far coincidere la sharia con i valori europei.

Le forti relazioni con la Gran Bretagna, e Londra in particolare, oltre che dalla presenza di esponenti della leadership in esilio, sono testimoniate anche dal grande numero di attivisti presenti nel paese.

Di più. I Fratelli Musulmani sono a pieno titolo inseriti nel dibattito interno alle comunità musulmane britanniche che da tempo si dividono fra varie correnti: dal salafismo, al qutbismo, al “sorourismo”, così come i deobandi.

L’acceso dibattimento interno al salafismo britannico, di cui la Fratellanza Musulmana fa certamente parte, è ben rappresentato in un articolo a firma di Sadek Hamid e recentemente pubblicato per la Isim Review della Leiden University.

Ad ulteriore dimostrazione di come lo storico legame tra Fratellanza e Regno Unito sia molto forte anche oggi, basti pensare come la sede fisica del sito ufficiale della Fratellanza (Ikhwanweb) sia proprio di stanza nella capitale britannica.

Rapporto parziale?
Dal 2013 organizzazione terroristica per Egitto, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, a seguito del report britannico, la Fratellanza ha subito un durissimo colpo anche a livello delle relazioni con gli stati europei e ha dunque reagito di conseguenza provando a difendere con veemenza la propria posizione.

Ma c’è qualcosa in più. Se la reazione della Fratellanza era tanto dovuta quanto scontata, è interessante notare come anche alcuni studiosi ed intellettuali arabi abbiano criticato a vario titolo i contenuti del report curati proprio da diplomatici di paesi, Arabia Saudita, con una posizione chiara sulla Fratellanza.

Primo fra tutti Basheer Nafi che dalle colonne di Middle East Eye ha posto e si è posto alcune domande, denunciando la parzialità delle conclusioni e della metodologia presenti nel report di Jenkins e Farr.

Ad esempio, si chiede Nafi, come mai è stato estensivamente citato Sayyed Qutb e non si è mai fatto riferimento ai lavori, decisamente più moderati e dialoganti, della guida suprema Hasan al-Hudaybi? Allo stesso modo, ribadisce Nafi, l’esperienza violenta e militante di Hamas viene ampiamente analizzata eppure lo stesso report non è in grado di trovare legami fra i Fratelli Musulmani ed altri gruppi armati nella regione.

Telegrafica, ma altrettanto netta, la presa di posizione dell’analista Maha Azzam che ricorda come considerare i Fratelli Musulmani esclusivamente legati a logiche vicine all’estremismo politico, peggio armato, sia un errore.

Medesime considerazioni, motivate in un lungo report a firma di Muhammad Bushra, giungono dall’associazione londinese Cage, la quale ricorda in un lungo documento come “i Fratelli Musulmani non siano un'organizzazione che agisce nell’ombra con motivazioni oscure o con un impegno discutibile a favore della democrazia. Piuttosto sono il più vecchio e saldo gruppo che si è opposto negli anni ai governi autocratici in Medio Oriente”.

Marco Di Donato è Dottore di Ricerca in Scienze Politiche e ricercatore presso l'Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo).
 
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