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Dopo il vertice di Ginevra
Su Cipro solo timidi passi avanti
Luigi Napolitano
08/02/2011

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L'incontro tripartito promosso a Ginevra a fine gennaio dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon tra il leader greco-cipriota Dimitris Christofias e quello turco-cipriota Dervis Eroglu non ha prodotto grandi novità nel processo di pace inter-cipriota. Malgrado le difficoltà di impostare la soluzione di nodi negoziali fondamentali quali proprietà, aggiustamenti territoriali e garanzie, i negoziati continueranno comunque senza rallentamenti. Con essi proseguirà l’impegno delle Nazioni Unite affinché le trattative arrivino, nella prossima estate, a delinare uno schema di accordo.

Soddisfazione dei greco-ciprioti
Dovendo prendere atto che le prossime elezioni di maggio a Cipro e quelle di giugno in Turchia non offrono certamente le condizioni ideali per tentare di definire a breve termine il quadro di una soluzione, il Segretario generale si è limitato a tenere in vita il processo di pace, senza indicare espressamente date precise per il prossimo incontro tripartito, ma lasciando intendere di volerlo effettuare presto (entro marzo o ad inizio aprile) e chiedendo ai due leader ciprioti di intensificare i negoziati e di discutere in parallelo capitoli cruciali come le proprietà e gli aggiustamenti territoriali.

Nell'incontro si è trattato di tutti i capitoli, sia di quelli in cui sono stati fatti finora i maggiori progressi (governance, economia e materie Ue) sia di quelli in cui permangono le principali divergenze (proprietà, aggiustamenti territoriali e garanzie). I progressi si sono avuti soprattutto nel capitolo economia, notoriamente il meno problematico.

Dal punto di vista “tattico”, la parte greco-cipriota può ritenersi più soddisfatta di quella turco-cipriota dell'esito dell'incontro. Il leader turco-cipriota Eroglu aveva dichiarato, prima del vertice, di voler fissare le tappe per la conclusione del processo negoziale entro marzo e di voler convocare una conferenza internazionale a cinque sul problema di Cipro, con la partecipazione delle due comunità dell'isola e dei tre paesi garanti: Gran Bretagna, Grecia e Turchia.

Eroglu non ha ottenuto risposte su nessuno dei due punti. Ban Ki-moon, a conclusione dell'incontro, ha dichiarato soltanto che presenterà al Consiglio di sicurezza (Cds) per la fine di febbraio un rapporto sullo stato delle trattative e che intende mettersi presto ancora a disposizione dei due leader per valutare i progressi compiuti. Inoltre Eroglu ha dovuto confermare al leader greco-cipriota Christofias, alla presenza di Ban Ki-moon, l'impegno ad accettare le convergenze già raggiunte tra Christofias e l’ex presidente della comunità turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, su governance, economia e materie Ue.

Approccio integrato
Nella dichiarazione finale, il Segretario generale dell’Onu ha condiviso la posizione di Christofias, secondo cui (taluni) capitoli vanno negoziati in modo collegato. Ban Ki-moon ha inoltre sottolineato che i leader hanno già discusso i punti più importanti in un modo più interrelato, poiché una proposta di accordo (comprensivo) dovrà consistere in un “pacchetto integrato”.

Il Segretario generale ha apertamente dichiarato di attendersi da entrambe le parti progressi sostanziali per quando sottoporrà il proprio rapporto sui negoziati al CdS, a fine febbraio.

Egli ha anche cercato un più attivo coinvolgimento delle Nazioni Unite nel capitolo delle proprietà, chiedendo la presenza al tavolo negoziale di esperti Onu, che hanno già elaborato idee e proposte in materia. Christofias non si è opposto, ma ha espresso qualche riserva evidenziando quanto siano rilevanti gli aggiustamenti territoriali per la questione della proprietà. Christofias ha aggiunto che il diretto coinvolgimento dell’Onu potrebbe assumere la forma di “arbitrato”, cosa che i greco ciprioti assolutamente non auspicano.

Eroglu, invece, ha valutato positivamente la proposta di Ban Ki-moon, vedendola come un mezzo per prevenire il legame tra lo spinoso capitolo delle proprietà e quello, non meno complesso, degli aggiustamenti territoriali. Non è da escludere, a questo punto, che lo stesso Segretario generale possa trovare una soluzione di compromesso tra la sua proposta e l'auspicio di Christofias di una trattazione “parallela” dei due capitoli in questione. Ban Ki-moon ha infine dichiarato ai due leader che entro febbraio intende preparare un piano di base e che a metà marzo si incontrerà di nuovo con le due parti.

Strategie negoziali
A Ginevra i due leader hanno anche presentato le rispettive posizioni sull’ulteriore procedura negoziale da seguire. La proposta di Eroglu prevede una serie di scadenze, scaglionate nel tempo, e la convocazione di una conferenza a quattro (o a cinque) con la partecipazione delle due comunità e di Grecia e Turchia (o anche del terzo paese garante, la Gran Bretagna) allo scopo di “chiudere” il problema cipriota.

Christofias considera invece questa proposta “totalmente al di fuori del quadro delle risoluzioni dell’Onu, che definiscono chiaramente il processo ed il ruolo delle parti coinvolte”. Secondo Christofias, se i turco-ciprioti accettano la base della soluzione come è stata definita nelle risoluzioni Onu su Cipro ed anche il collegamento negoziale di capitoli come quelli delle proprietà, aggiustamenti territoriali e coloni turchi, allora sarà possibile avvicinarsi presto ad un accordo sulla parte interna della questione cipriota.

Per i greco-ciprioti tutto ciò costituisce una “precondizione” per la convocazione di una conferenza internazionale, sotto gli auspici dell’Onu e con la partecipazione dei cinque membri del CdS, dei tre paesi garanti e della Repubblica di Cipro, per discutere e trovare una soluzione agli aspetti internazionali del problema.

Proprietà e territori
Quanto prima le parti cipriote si rimetteranno alacremente al lavoro per concordare l'ordine delle materie da trattare: il capitolo delle proprietà sembra essere in cima alla loro agenda. Il Segretario generale non si è pronunciato sulla data del prossimo incontro tripartito, ma ha fissato per la fine di febbraio l'invio al CdS del suo rapporto sugli sviluppi delle trattative, lasciando intendere che il prossimo incontro dovrà avere luogo prima delle elezioni parlamentari a Cipro previste per maggio, quindi al più tardi entro i primi del prossimo aprile.

La difficoltà principale, in questo momento, sembra essere quella di stabilire un collegamento negoziale tra il capitolo delle proprietà e quello degli aggiustamenti territoriali, come chiede pregiudizialmente Christofias. In realtà, Eroglu non lo esclude categoricamente, come si tende invece ad accreditare da parte greco-ciprota. Nel primo incontro tripartito, quello del 18 novembre scorso a New York, Eroglu avrebbe proposto di collegare le discussioni sulla proprietà con quelle sul territorio, a patto però che si convochi una conferenza internazionale nel caso in cui, dopo un mese di negoziato, le trattative risultino infruttuose. Ma questa condizione è stata rifiutata fermamente da Christofias.

La questione dirimente per scongiurare un nuovo stallo del processo di pace è dunque quale tipo di conferenza internazionale convocare e quando. Molto dipende dalla capacità delle due comunità cipriote di completare da sole il negoziato per la soluzione del volet interno del problema cipriota.

La comunità internazionale e l’Onu sono in attesa di capire se questa capacità e volontà interna all’isola esistono, prima di poter passare all’azione . Ma il nodo si potrà sciogliere, con molta probabilità, solo dopo le elezioni parlamentari di giugno in Turchia.

Luigi Napolitano è già ambasciatore a Cipro.

 
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