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Dopo il crollo del viadotto

Genova: l’esigenza di un’Autorità per la circolazione stradale

3 Set 2018 - Alfredo Roma - Alfredo Roma

A seguito del disastro provocato dal crollo del viadotto di Genova, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha coinvolto nella vicenda Autostrade l’Autorità per i Trasporti. La decisione può essere opportuna, ma tale Autorità dovrebbe essere al più presto trasformata in una Autorità per la circolazione stradale. Nel 2012, quando il Governo Monti costituì l’Autorità per i trasporti, scrissi un articolo su Il Sole 24 Ore dimostrando l’inutilità o, peggio, i pericoli che la costituzione di tale Autorità poteva comportare. Ecco le ragioni.

Organi dell’Unione europea
Tra gli organi dell’Unione Europea (Ue) non esiste un’autorità o un’agenzia per i trasporti. Esiste l’Easa (European Aviation Safety Agency), che sta diventando l’autorità di aviazione civile europea, speculare alla Federal Aviation Administration americana; l’Emsa (European Maritime Safety Agency) incaricata dello sviluppo e implementazione della normativa e sicurezza marittima nei Paesi dell’Unione; l’Emta (European Metropolitan Transport Authorities) che raggruppa le autorità dei Paesi europei ed è responsabile per i trasporti metropolitani; infine  la Trans-European Transport Network  (Ten-T) che si occupa principalmente dei corridoi ferroviari. Anche negli Stati Uniti e in Canada non esiste un’autorità per i trasporti. All’Ue era chiaro che un’eventuale autorità o agenzia per la regolazione dei trasporti sarebbe entrata in conflitto che le agenzie dei diversi settori del trasporto: terra, mare, cielo. E a questa impostazione dell’Ue si sono adeguati gli Stati membri, senza attendere che ne emergesse l’opportunità da una tragedia come quella di Genova.

Organi italiani
Infatti, in Italia in campo aeronautico esiste l’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (che nell’accezione internazionale viene indicata come Civil Aviation Authority o National Aviation Authority) e a lei sono demandati i compiti di regolazione e di controllo del settore aeronautico.

In campo marittimo l’Autorità è rappresentata dall’insieme degli Uffici periferici del Ministero dei Trasporti e della Navigazione, Capitanerie di Porto e Uffici Minori, responsabili dell’Amministrazione della navigazione in mare, del comando dei porti, dell’organizzazione del personale navigante e dei titoli marittimi, della vigilanza sulla pesca e di vari altri compiti.

In campo ferroviari,o è stata costituita l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie (Ansf), l’organismo indipendente, con sede a Firenze, creato per disciplinare la sicurezza della circolazione ferroviaria sulla rete nazionale, vigilare sull’applicazione delle norme, rilasciare autorizzazioni, certificazioni e omologazioni alle imprese e ai gestori delle infrastrutture ferroviarie operanti in Italia. L’Agenzia è stata istituita in seguito all’emanazione del decreto legislativo 162 del 10 agosto 2007 che ha recepito le raccomandazioni della Direttiva europea 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle Ferrovie degli Stati membri dell’Unione europea. La piena operatività di quest’organo è iniziata nell’estate del 2008.

Semmai, scrissi, sarebbe necessaria un’autorità per la circolazione stradale in sostituzione dell’Anas, segnalando come dalla privatizzazione delle autostrade si perpetuassero contratti sempre con la società Autostrade spa.

I primi problemi
Nel 2016 il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ammise che l’Autorità per la Regolazione dei Trasporti aveva cominciato a creare qualche problema. La ragione sta nelle funzioni che le sono state attribuite e che inevitabilmente la portano a entrare in conflitto con le competenze delle autorità già esistenti nel settore dei trasporti e descritte più sopra: l’Enac, l’Autorità portuale, l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria, ma anche con l’Autorità per la Concorrenza.

Un chiaro esempio è rappresentato dall’intervento di questa nuova Autorità sulla regolazione dei diritti aeroportuali in base alla Direttiva 2009/12/CE, un tema che la maggioranza dei Paesi Ue ha assegnato all’autorità di aviazione civile o all’autorità per la concorrenza. Infatti, l’Enac ha una struttura di regolazione economica che comprende i diritti aeroportuali e che può occuparsi dell’applicazione della Direttiva in argomento. Visti i diversi interventi in campo ferroviario e marittimo dell’Autorità per la Regolazione dei Trasporti, il medesimo conflitto può presentarsi con l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie (Ansf),

Basta navigare sul sito dell’Autorità per la regolazione dei trasporti per rendersi conto di come molti dei suoi interventi appaiano in conflitto con le competenze delle autorità esistenti.

La sicurezza nei trasporti
Oltre al tema della regolazione esiste anche il tema importantissimo della sicurezza, come ha dimostrato la tragedia del crollo del viadotto di Genova.

In Italia esiste l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansn) e la citata agenzia per la sicurezza del trasporto ferroviario. Negli Stati Uniti il tema della sicurezza è stato demandato a una sola agenzia per la sicurezza dei trasporti: il National Transportation Safety Board (Ntsb). La ragione sta nel fatto che le cause degli incidenti nei trasporti hanno spesso origini comuni, soprattutto quella del fattore umano che resta la causa prima.  Un’unica agenzia per la sicurezza dei trasporti permetterebbe di avere un data base sugli incidenti di tutti i tipi di trasporto che sarebbe un validissimo aiuto per attuare le misure preventive nei vari sistemi di trasporto. Forse questa era la strada che anche l’Unione europea avrebbe dovuto seguire.

La creazione di tante autorità e agenzie non aiuta certo a definire obiettivi e norme certe per regolare i vari settori e garantire sicurezza, specialmente nel settore dei trasporti, la cui fragilità è stata confermata da quanto avvenuto a Genova, assicurando una leale concorrenza tra gli operatori e un efficiente servizio per i cittadini.