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Ue, Usa e Russia

Politica estera: governo Conte, alleati cercansi

21 Ago 2018 - Luca Rosati - Luca Rosati

Il contratto su cui si regge il governo Conte attribuisce ampio spazio al tema della politica estera. Per la sua complessa e travagliata formazione questo nuovo esecutivo suscita molta curiosità, e forse diffidenza, sulla scena internazionale.

Il contratto di governo si prefigge diversi ambiziosi obiettivi da raggiungere in campo specialmente europeo: modifica del Protocollo di Dublino, eliminazione della soglia del 3 % del deficit, modifiche degli equilibri istituzionali dell’Unione europea, etc.

L’agenda del presidente Conte
Nei primi due mesi di governo Conte ha avuto diversi incontri con i partner internazionali. Appena insediatosi a Palazzo Chigi, il premier ha partecipato al G7 di Charlevoix. Il vertice canadese ha rappresentato l’occasione per l’avvocato pugliese di presentarsi agli altri leader mondiali e di avviare la discussione sui temi più delicati dell’agenda politica mondiale: immigrazione e crescita economica.

Giugno è stato un mese importante per Conte e i suoi collaboratori. Il presidente del Consiglio ha infatti avuto due incontri con i principali interlocutori europei dell’Italia, ovvero Germania e Francia. Se la visita alla cancelliera tedesca Angela Merkel ha mostrato una Germania, almeno a parole, solidale con l’Italia sulla questione migratoria, non si può dire lo stesso con la visita al presidente francese Emmanuel Macron, che ha infatti rischiato di essere annullata viste le tensioni e le dichiarazioni del governo transalpino nei confronti dell’esecutivo giallo-verde.

Alla fine del mese, il primo ministro ha partecipato a Bruxelles al Consiglio europeo dove i leader dell’Unione hanno discusso, fra l’altro, di politiche migratorie.

Il vertice NATO di metà luglio non ha dato i frutti sperati per il nostro Paese. La riunione di Bruxelles è stata segnata da un forte contrasto tra Donald Trump e Angela Merkel. Il presidente Usa ha definito la Cancelliera “schiava” della Russia per ragioni energetiche e ha inoltre posto l’accento sulla necessità di aumentare il contributo degli alleati alle spese per la sicurezza sostenute dall’Alleanza atlantica.

I rapporti con l’Europa
Le prime settimane del governo Conte sono state caratterizzate da forti attacchi verbali tra l’Italia e i suoi alleati, soprattutto sul tema dei migranti e sulla necessità di rivedere il regolamento di Dublino.

Sia Macron che la Merkel, nel corso degli incontri bilaterali avuti con il presidente del Consiglio, hanno condiviso la necessità di rivedere il protocollo di Dublino e di migliorare la condivisione degli oneri nell’Unione, nel contesto d’un approccio europeo alla questione migranti. Su questi punti, il sostegno franco-tedesco non rappresenta certo una novità. Già in passato i due Paesi avevano espresso solidarietà e fatto promesse di aiuto all’Italia, senza però poi arrivare ad accordi condivisi a livello europeo.

Il regolamento di Dublino non viene messo in discussione solo dall’Italia. In questi giorni le strutture di accoglienza della Spagna sono messe a dura prova. Il premier iberico Pedro Sanchez, in un recente incontro con la Merkel, ha auspicato che il sistema d’accoglienza europeo venga rivisto. A luglio, infatti, gli arrivi dei migranti sulle coste spagnole sono addirittura quadruplicati.

L’Italia tra Usa e Russia
Dopo un primo contatto, avvenuto al G7 di giugno, e un secondo, al Vertice della Nato di luglio, Conte ha fatto visita, alla fine del mese di luglio, il presidente degli USA Donald Trump.

Nel vertice di Washington, il tycoon americano ha lodato la strategia sulla migrazione adottata dal governo Conte e ha auspicato una regia italiana nel Mediterraneo, specialmente per la Libia. Entrambi i leader hanno inoltre convenuto sulla necessità di impedire che l’Iran si doti di armi nucleari, di rivedere le regole dell’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO) e di arrivare a una diversificazione degli approvvigionamenti energetici. Trump ha auspicato che venga completato il gasdotto TAP definendola “un’opera strategica”.

La divergenza più significativa resta quello sui rapporti con la Russia. Durante la conferenza stampa congiunta, sia Conte che Trump hanno solo fatto accenno al rapporto con il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha comunque ribadito che le sanzioni nei confronti della Russia resteranno in vigore.

Il tema dei rapporti con il Cremlino attira la curiosità degli osservatori. Per il primo faccia a faccia tra Conte e Putin bisognerà attendere il prossimo 24 ottobre, quando il presidente del Consiglio andrà a Mosca. Non è comunque un mistero che nell’esecutivo italiano vi sono diversi estimatori della politica di Putin. Al tempo stesso, sia Conte, nel discorso di insediamento, sia i suoi ministri hanno ribadito la fedeltà dell’Italia all’alleanza con gli Stati Uniti e alla presenza nella Nato. Il contratto di governo prevede la revisione delle sanzioni nei confronti della Russia che danneggiano gli imprenditori italiani.

L’Italia si prefigge di assumere un ruolo importante nel delicato equilibrio geopolitico tra Washington e Mosca. Capacità diplomatiche e di negoziato saranno indispensabili all’esecutivo Conte se vorrà cercare di fare recitare all’Italia un ruolo di ‘ponte’ tra le due potenze e di ottenere vantaggi da questa ‘mediazione’.