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Incrocio tra futurismo e classicismo

Analisi di posizionamento: elogio e invito alla pratica

7 Ago 2018 - Diego Bolchini - Diego Bolchini

In tempi turbolenti ed incerti come quelli odierni, si ravvisa da più parti la necessità di analisi di posizionamento multiple e a vario livello, al fine di poter reagire con agilità, adattabilità, creatività e resilienza agli eventi internazionali. In questo sforzo intellettuale, che combina scenaristica e what if analysis, non è sempre facile distinguere tra interessi di fondo e opportunità incardinate in congiunture politiche transitorie.

Le tradizionali analisi di quote di mercato, inter-scambio, export, dati aggregati e quantitativi sono solo un lato della luna: è evidente come i dati percettivi e qualitativi di affidabilità, appartenenza culturale (quanto “vale” ancora il Commonwealth of Nations oggi?) coerenza sistemica nonché gli aspetti “reputazionali” giochino un ruolo co-essenziale nel posizionamento strategico di un sistema-Paese.

Cabine di regia e relazioni bilaterali
La presidenza del Consiglio dei Ministri, vista quale ente “multidisciplinare” e cabina di regia istituzionale in grado di “aggregare pensiero” per decidere che cosa fare da un punto di vista nazionale, dovrebbe auspicabilmente raccordare sempre più i contributi dei vari Ministeri secondo logiche cumulative e non divisive (si pensi al caso delle grandi commesse militari).

Tutto questo tenendo sempre a mente che nelle relazioni bilaterali tra Paesi, a volte gli interessi possono essere contrapposti già in partenza. Altre volte, per specifiche aree tematiche o geografiche, questi stessi interessi possono essere pienamente convergenti. Tutto sta a individuare l’area di intersezione ottimale tra insiemi tra loro disgiunti e intersecanti al tempo stesso.

Studi di scenaristica e scenarizzazione
Per fare tutto ciò servono ovviamente strumenti d’ analisi adeguati. Si tratti di valutare scenari migratori nei rapporti Europa-Africa o impatti industriali post-Brexit. In Italia gli studi di scenaristica sono purtroppo ancoro poco diffusi, o confinati a nicchie accademiche ben specifiche. All’estero la letteratura sul tema forse non abbonda, ma è certo più diffusa e utilizzata.

Si pensi allo “storico” testo del 1996 Scenarios – the Art of Strategic Conversation di Kees Van Der Heijden, già analista e scenario planner della Royal Dutch/Shell corporation, in cui si parla proprio di analisi di posizionamento e competitive positioning. Quali le domande fondamentali, cosa è realmente strategico?, quali sono le driving forces?

O si pensi anche a quello più di respiro più teoretico di Hannah Kosow e Robert Gabner (2008), dall’emblematico titolo: “Methods of Future and Scenario Analysis”, dove si distingue tra scenari basati su estrapolazione di trend, tecniche scenaristiche formali e creative-narrative, scenari normativi ed esplorativi. Un testo di ampia pulizia concettuale.

Gli Uffici Studi di grandi e piccoli gruppi aziendali e pubblici, cosi come le figure professionali inserite nel settore Competitive Analysis & Strategic Planning, nonchè Political & Institutional Analysis, dovrebbero pertanto essere sempre più focalizzati e familiarizzati in queste direzioni e prospettive di analisi, anche ai fini di una corretta proiezione economica internazionale in un mondo globalizzato.

Conclusioni
Filippo Tommaso Marinetti, nel suo Manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912, affermava in modo perentorio: “…in aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero”.

Non siamo pienamente d’accordo con Marinetti sul fatto che il periodo latino (o anche quello greco classico) sia solo “una prigione” e una diminutio di capacità narrative-esplicative (anzi, forse vale il contrario rispetto all’iper-semplicità morfologica anglofona).

Ciononostante, per certi aspetti, dovremmo perseguire in un profondo salto concettuale, quasi futurista, con analisi di posizionamento più innovative, abbandonando vecchi schemi di ragionamento lineare e creando nuovi modelli e processi d’azione e di relazione, per interpretare fenomeni e tendenze future. D’altra parte, scenario è o non è una parola italiana di derivazione latina (da scaenarium, inteso come ‘spazio per le scene’)? Massima attenzione allora alla descrizione e alla proiezione dinamica di quinte, fondali e luci.