IAI
Mediterraneo occidentale

Dialogo 5+5: impulso alla difesa sotto presidenza italiana

8 Mar 2018 - Andrea Carteny - Andrea Carteny

Sviluppare concettualmente la cooperazione regionale nell’ambito della sicurezza è una necessità fondamentale per l’attuale contesto italiano, europeo e internazionale. In questo senso opera l’Iniziativa Difesa 5+5 (5+5 Defence Initiative), forum di cooperazione incentrato sulle prospettive di difesa e sicurezza del Dialogo 5+5, che raggruppa i dieci Paesi della sponda sud-occidentale dell’Unione europea (Italia, Francia, Malta, Portogallo, Spagna) e della costa nordafricana (Algeria, Libia, Mauritania, Marocco, Tunisia).

L’obiettivo dell’Iniziativa 5+5 è di migliorare la reciproca comprensione e la fiducia nell’affrontare i problemi della sicurezza nell’area di interesse del Mediterraneo occidentale, attraverso la realizzazione di attività pratiche e lo scambio di idee e di esperienze. L’iniziativa, lanciata nel 2004, si fonda su quattro principi di base (pragmatismo, partecipazione volontaria, processo decisionale consensuale, economia delle risorse) e, sulla base delle linee guida condivise ogni anno dai ministri della Difesa dei dieci Paesi partecipanti, promuove le attività in quattro aree di cooperazione multilaterale: sorveglianza e sicurezza marittima, sicurezza aerea, contributo delle Forze armate alla difesa civile, training e ricerca.

La roadmap per il 2018
Il 5+5 Defence College – la struttura formativa dell’Iniziativa – ha organizzato l’addestramento di circa 500 unità degli Stati membri, mentre  l’Euro-Maghreb Centre for Strategic Research and Studies (Cemres), stabilito a Tunisi, ha condotto svariati progetti di ricerca. In questi giorni è avvenuto il passaggio delle consegne da Othman Kouki a Lassaad Lamouchi, mentre le attività del 2018 sono coordinate dall’Italia, presidente di turno dell’Iniziativa dopo la presidenza francese.

Lo scorso 12 dicembre a Parigi, infatti, il ministro Roberta Pinotti ha preso le consegne dall’omologo francese Florence Parly, occasione anche per un bilancio della presidenza di Parigi. Lo scorso anno sono state portate a termine 36 delle 38 attività previste dal piano d’azione del 5+5.

Per il 2018 sono previste oltre 40 attività: l’Italia ne assicurerà lo svolgimento per un terzo del totale. Si riconferma centrale la questione della sicurezza marittima, con lo sviluppo del Virtual Regional Maritime Traffic Centre (V-Rmtc), finalizzato a rendere sicure le vie di comunicazione e dei traffici marittimi. Tra le esercitazioni più importanti previste quest’anno  è da ricordare, a livello marittimo, l’esercitazione “SeaBorder”, per l’addestramento congiunto nelle attività di sicurezza e di collaborazione nel Mediterraneo. All’interno del Progetto Forze Speciali – di cooperazione e scambio di esperienze in questo ambito – è prevista invece per la fine dell’anno un’esercitazione congiunta di antiterrorismo del Comando Interforze per le operazioni delle Forze speciali (Cofs), denominata Guerrièrs de la Mediterranée 2018. E l’Italia sta anche organizzando e condividendo con la Libia un’esercitazione multinazionale di difesa aerea (Circaete).

Governo dei flussi migratori
Nell’ambito dell’elaborazione concettuale e della ricerca, il Cemres ha svolto lo scorso anno la ricerca sul tema previsto “Security challenges linked to climate change in the ‘5+5 Defence’ zone: What implications for Defence policies?”. Quest’anno, con il coordinamento del Centro militare di Studi strategici del ministero della Difesa italiano, il gruppo di ricerca “5+5” affronterà una questione chiave non solo nel quadrante mediterraneo occidentale, ma in generale per la stabilità dell’Unione europea come potenza mediterranea: “Quale approccio e quali strumenti implementare nei settori della difesa e della sicurezza per contenere l’immigrazione clandestina e combattere le reti criminali ad essa collegate nello Spazio 5+5?”.

Il gruppo di ricerca al lavoro sul tema 2018 è composto in media da un paio di ricercatori accreditati dai Paesi membri, a cui partecipa per l’Italia Claudio Bertolotti, mentre la ricerca è supervisionata dal Centro di ricerca sulla cooperazione internazionale con l’Eurasia, il Mediterraneo, l’Africa sub-sahariana (Cemas) della Sapienza di Roma.

Il primo incontro del 2018, al Centro Alti Studi per la Difesa (Casd) di Palazzo Salviati a Roma, ha offerto l’occasione per la definizione degli assi di approfondimento del piano di lavoro per il nuovo anno, incentrato sulla lotta all’immigrazione illegale e alle reti criminali nell’ambito della cooperazione negli ambiti di difesa e sicurezza nello spazio del 5+5.

L’incontro ha confermato la centralità di queste tematiche per la cooperazione internazionale in ambito di sicurezza e difesa, nazionale, europeo e internazionale, rilevando una grande disponibilità nel gruppo di lavoro nella collaborazione per il raggiungimento del lavoro comune. Attraverso il coordinamento e un incontro intermedio, alla fine dell’anno la bozza della ricerca verrà presentata ai ministri della Difesa dei dieci Paesi, per poter essere poi condiviso come documento strategico comune.

Foto di copertina © Ministero della Difesa